Mi sono creata una versione di me giovanile per paura di restare sola. Ma uell’identità l’ho smarrita ma nel tempo l’ho recuperata.
Mi sono costruita una seconda identità.

Una volta avevo cinquanta anni e per paura di stare da sola mi inventai un’altra me. Un giorno le chiesi alla mia “sub me” se le mancavo e mi rispose di no. Il giorno dopo decisi che se volevo diventare grande dovevo smettere di avere paura. Cominciai a sbuffare quando mi facevano domande banali col tempo mi sono detta che dovevo tornare indietro con i miei anni, ai tempi di quando ero bambina e ignoravo i pericoli e pertanto non avvertivo nessuna paura. Dopo essermi appropriata del tempo, ritorno alla mia me cioè mentalmente ea quando ero piccola e dico, adesso sono io, sono te e viceversa: siamo una cosa sola. Ti avevo persa ma siamo nati insieme. Le bruttezze della vita ci hanno divise; ed ecco che la paura ma non ci lasceremo più perché io non ho più alcun timore. Il proverbio dice che “la natura si porta in sepoltura” significa che, quella me che, quella me era stata soppressa e finita. Adesso riprendo la mia me della “non paura” e mi riapproprio della mia prima fase iniziale perché, adesso, sono io e te e viceversa. Siamo una cosa sola ti avevo persa o, più precisamente, eri nascosta dentro di me.