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I perché irrisolti…

I perché irrisolti di Rosaspina, una storia da me inventata di una persona che ha vissuto un’esperienza che le ha portato molti dubbi.

I perché… ed eccomi. Mi imbizzarrisco e mi invento una storiella.

Foto di Timur Weber: (pexels)

C’era una volta una bambina di nome Rosaspina era nata in una piccola isola. La sua mamma e il suo papa non conoscevano la terraferma. Il loro mondo era li in quell’Isola lontano da tutto. Lei crescendo si domandava cosa ci poteva essere oltre quel posto. Un giorno pensò di andare a scoprirlo. Prese la barca e si allontano fino a quando arriva in una città. Era molto triste e piangeva per avere lasciato i suoi genitori e il posto dove era nata, ma voleva sperimentare quel mondo che non conosceva. Col tempo si inserì in quella realtà lei cresce, lavora e sogna una vita migliore. Un giorno Rosaspina incontra Filadelfio che gli dice di essere solo e sperduto in un posto lontano di dove era nato. Voleva trovare una compagna per alleggerire la solitudine. Rosaspina pensa che lui è simile a lei e voleva farsi una compagnia. Così decidono di mettersi insieme, la povera Rosaspina, un un secondo momento scopri che la persona con cui stava era pieno di problemi esistenziali. La delusione fu talmente forte che tutto ad un tratto diventò muta. Non sapendo come comunicare con Filadelfio e, per tanto tempo, rimase in silenzio. Ma arrivò il momento che non sopportò quel modo di vivere. Un giorno pensò a quando era bambina e al coraggio che a avuto quando lascio l’isolotto. Si chiese come allora da bambina aveva lasciato l’isoletta perché non poteva allontanarsi da tutti. Il solo pensarlo di troncare si accorse che le era tornata la voce e appena ha visto Filadelfio, espresse rabbia e lo lasciò perché il lui era il problema. Lei si girò di spalle, uscì dal cunicolo di quella topaia allargò le braccia guardò il cielo e dice ed espresse lode all’aria pura e alla libertà. Filadelfio rimase solo, i suoi problemi e malesseri aumentano. Un giorno il chierichetto della piccola chiesuola di nome Rocchino passando vide Filadelfio triste e solo e lo invitò ad andare con lui i in chiesa e chiedere la grazia al Signore per alleggerirlo un po’ dai suoi problemi e che avrebbe vissuto un po’ meglio. Filadelfio rispose che la sua anima era un tutt’uno con il corpo fatto di problemi e non era possibile il cambiamento. È cosi anche il chierichetto: smise di pregare per lui perché si rese conto che quel miracolo non poteva mai avverarsi. Il tempo passa fino a quando Filadelfio si rassegna per la sua sorte e non si congeda da quel bitume. Un giorno il chierichetto in paese vede qualcosa di strano, non riesce a identificare ma viene attratto e ne parla in paese. Rosaspina lo sapete e intuì che poteva trattarsi di Filadelfio. Solo lui poteva essere quel qualcosa strana decide, insieme al Sacrestano di andare in quel posto dove si trovava quel coso strano. Alla sua vista rabbrividirono, solo Filadelfio poteva essere. Era lui che si era trasformato in tanti espressioni diverse. Lei, quella che era stata la sua compagna, rimase stordita e si chiese perché. Nel frattempo il sagrestano informò il parroco e al suo arrivo. La signora Rosaspina si avvicinò a lui e le chiede perché succedono queste cose strane. Anche lui risponde di aver posto la stessa domanda. Rosaspina si girò guardando ancora Filadelfio e si rese conto che una risposta di quei tanti perché non l’avrà mai e si allontana piangendo chiedendosi perché.