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Il riscatto ieri e oggi

Il riscatto ieri e oggi al mio parere è cambiato. Non solo il contesto circostante, ma anche la mentalità delle persone.

Il riscatto ieri e oggi: ecco il mio pensiero.

Foto di Vlada Karpovich: (pexels)

Ricordo gli anni sessanta un periodo di forte emigrazione: si partiva con il biglietto del treno di solo andata e con se si portava l’ignoranza, l’analfabetismo e la mancata conoscenza della lingua italiana. Ma i giovani avevano la speranza per il loro futuro perché le opportunità del lavoro erano tanti. Ho finito di leggere di quanto è difficile oggi per i nostri figli programmare il loro futuro nel nostro paese. Secondo l’ultimo rapporto Eures oltre la metà dei giovani guadagnano meno di mille euro al mese. Dei laureati solo il cinquantacinque tra i venticinque e trentaquattro anni è occupato; mentre un terzo di loro svolge mansioni non qualificate e peggio di noi c’è la Serbia, Grecia e l’Italia è il secondo paese in Europa con il maggior numero di giovani tra i quindici e i ventinove anni che non studiano, non lavorano ne cercano occasioni e lo stato demografico non cresce. Chi si rende conto della situazione difficile non si avventura a fare passi azzardati sopprimendo la voglia di cambiamento aspettando tempi migliori. Poi c’è chi crea condizioni per importarla la crescita demografica. Tutto bene! Solo che se la strada è questa, la razza italiana è destinata all’estinzione e con essa la preoccupazione di come bisogna procedere.