Caro nonno, ho scritto questa lettera per parlarti, anche se non ci sei più. Sono passati tanti anni e, oggi, ci siamo riuniti tra cugini.

Caro nonno Cortese, non ho avuto modo di conoscervi. Ma so tante cose di voi grazie ai racconti dei famigliari. Se che eravate burbero, ma per i vostri tempi eravate uomo d’onore e di grande statura morale.
Sapete, noi ascendenti siamo sparsi un po’ di qua e di la e una buona parte non ci sono più. Tra quelli che siamo rimasti, quest’anno ci siamo organizzati per incontrarci tutti insieme. Purtroppo qualcuno era assente per imprevisti. Voi non lo potete sapere, ma grazie alle nostre moderne tecnologie, gli assenti si sono riuniti tramite video chiamata.
Mi ha emozionata che, Antonio, figlio di Zio Vincenzo, ha tirato fuori dal suo portafogli una vostra foto con lui da piccolo tra le vostra braccia. Ho potuto conoscere il vostro volto da questa foto e mi accorsi che alcuni presenti vi assomigliano. E’ stato un incontro piacevole ed emozionante.
Noi Cortese rievochiamo sempre con orgoglio la nostra provenienza e salta sempre fuori la fierezza della nostra appartenenza. Vi abbiamo ricordato come del resto abbiamo sempre fatto. Con orgoglio